Ortodonzia del bambino e dell'adulto

Intervista del Prof. Favero su Rai2

ORTODONZIA PEDIATRICA

L’ortodonzia Pediatrica è una branca dell’odontoiatria che si occupa dell’allineamento dei denti, del corretto rapporto osseo tra i mascellari e tra le due arcate dentarie. L’obiettivo principale è far sì che il paziente mantenga una giusta funzione masticatoria, fonatoria ed estetica.

I trattamenti ortodontici possono essere suddivisi in due fasi:

  1. Nella prima fase si parla di ortodonzia intercettiva: lo specialista interviene sulla dentatura mista (quando il paziente ha un’età compresa tra i 6 ed i 9 anni); limita tutte quelle alterazioni che possono condizionare lo sviluppo armonico delle ossa mascellari. In questa fase sono molto utilizzati gli apparecchi ortodontici mobili e gli esercizi di rieducazione dei movimenti della lingua e della muscolatura periorale. Il trattamento intercettivo facilita il corretto rapporto delle arcate dentarie, la creazione degli spazi sufficienti per l'allineamento dentale ed elimina le interferenze muscolari.
  2. Nella seconda fase, invece, si passa all’ortodonzia fissa, che si interessa dell'allineamento dentale, utilizzando apparecchi di tipo fisso. Esistono differenti tipologie di apparecchi ortodontici fissi, in base alla complessità del caso e alla durata del trattamento.

Grazie alle moderne strumentazioni e alle tecniche di ultimissima generazione è possibile trattare ed eliminare abitudini viziate che possono provocare gravi problemi alla dentatura, come ad esempio:

  • Il succhiamento del ciuccio e del dito;
  • La deglutizione atipica
  • La spinta della lingua
  • La respirazione orale

Caso clinico 1

Correzione delle abitudini viziate (succhiamento)

Che cos’è il succhiamento?

L’atto di mettersi un dito in bocca è un istinto del tutto naturale, che i bambini fanno già da quando si trovano nella pancia della mamma (in tante ecografie si vede il feto che porta il dito alla bocca). Per il neonato succhiare il pollice è un piacere, un modo di calmarsi. Il gesto di succhiare il pollice gli permette di scaricare la tensione; per il bambino è un potente antidoto alla paura e al senso di solitudine, perché lo fa sentire rilassato e protetto.

Con la crescita, però, i vantaggi della suzione diminuiscono e il dito in bocca può avere conseguenze negative sullo sviluppo delle arcate dentarie: in questo caso, è bene incoraggiare il bambino a smettere di succhiare il proprio dito.

C'è il rischio che questa abitudine, a lungo andare possa causare problemi ai denti, modificando la forma del palato e creando dei veri e propri squilibri nella dentatura del piccolo paziente. Inoltre, il bambino che succhia il pollice introduce facilmente aria nello stomaco, andando in contro a fastidiosi fenomeni di meteorismo.

Caso clinico 2

Malocclusione di Classe II - Denti sporgenti e palato stretto

Caso clinico 3

Affollamento dentario

È meglio il ciuccio o il dito in bocca?

Questo è uno dei dubbi che maggiormente assilla le mamme di oggi.

Secondo alcuni studi, sembra che il ciuccio sia decisamente più idoneo del tradizionale pollice. Contrariamente alla suzione del pollice, il ciuccio non solo non interferisce con la dentizione ma, sembra addirittura favorire il corretto sviluppo della bocca: infatti il ciuccio anatomico si adatta perfettamente alla bocca del bambino, assicurando una giusta distribuzione della pressione della lingua sul palato. L’importante è utilizzarlo in modo regolare e non abusare dei suoi vantaggi. Al momento giusto anche il ciuccio, “magicamente”, deve scomparire dalla vista del bambino.

Caso clinico adulto pre chirurgico 1

Malocclusione dentoscheletrica di Classe III

Caso clinico adulto pre chirurgico 2

Malocclusione dentoscheletrica di Classe III con asimmetria

Caso clinico adulto pre chirurgico 3

Malocclusione dentoscheletrica di Classe III